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TEORIA E CRITICA DELL'ARCHITETTURA

Thia architectural theories courses is offered to students of the master's degree in architecture of the Faculty of Engineering and Architecture of Cagliari and is coordinated by prof. Marco Lecis. The course is an introduction to the thought and criticism of architectural design, starting from the modernity. Compared to the traditional formula of theory courses, organized with ex cathedra lessons, this one tries to experiment new methods of transmitting and exercising thought on architecture. While providing traditional contributions, it privileges the seminar and workshop dimension, which focus on new forms of pedagogy.

Come si pensa l’architettura? Questa domanda a una doppia valenza e si riferisce sia ai modi a nostra disposizione per rielaborare teoricamente le pratiche progettuali, sia ai processi attraverso i quali la disciplina si forma e prende coscienza di sé stessa (e si mette in crisi). Come si pensa l’architettura? Con quali forme di discorso? Attraverso quali strumenti iconografici? E quale relazione si instaura tra i due piani, quello discorsivo e quello della progettazione/rappresentazione? Dopo la radicale negazione albertiana, che non allega disegni al suo trattato, dalle prime importanti edizioni a stampa di Vitruvio, la dialettica tra immagine e testo è il veicolo principale per promuovere e mettere in discussione le nuove forme e i nuovi processi costruttivi e compositivi. E presto il peso si sposta sull’apparato iconografico, che è il fuoco dei trattati di Palladio e Vignola. Quella dinamica persiste nel corso del tempo e si intensifica nel Novecento, quando si passa dai medium tradizionali, alle riviste, alla fotografia e al cinema. Fino al nuovo millennio, in cui il supporto liquido digitale arricchisce e moltiplica la dialettica tra contenuti scritti e rappresentati. Il corso si pone come obbiettivo quello di esplorare le tensioni del pensiero sull’architettura nelle sue diverse forme e offre agli studenti strumenti e informazioni per avere un quadro generale di alcune stagioni del dibattito e propone loro di fare esperienza diretta delle dinamiche interne all’elaborazione di un “testo” teorico, concentrandosi soprattutto nella dialettica tra rappresentazione, progettazione e rielaborazione critica.

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materiale didattico

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PROGRAMMA 2026

Landscapes of utopias.

Funzioni dello sfondo naturale nelle prefigurazioni utopiche

architettoniche dopo la crisi della modernità.

 

Lo scenario naturale ha sempre giocato un ruolo determinante nella costruzione delle prefigurazioni utopiche degli architetti, e questo anche quando la caratterizzazione degli edifici e delle città del futuro non aveva a che fare con una precisa relazione col paesaggio o con una vocazione ecologica. La figura della natura è stata usata come polo concettuale complementare rispetto a quello dell'architettura, l'elemento vegetale un rovesciamento teorico dell'elemento tecnico. In un'epoca in cui l'emergenza climatica spinge molti architetti a misurarsi direttamente con la problematica del riequilibrio fra elemento naturale ed elemento costruito, la dialettica natura-architettura deve essere guardata da un'ampia prospettiva, come questione pratica e tecnica specifica, ma anche come nodo concettuale che ha determinato nel corso del tempo l'identità stessa dell'architettura. È dunque interessante verificare come in alcuni dei momenti chiave della rielaborazione teorica dell’architettura sia stata usata l'idea di paesaggio. Il corso propone di osservare nel dettaglio tale relazione soffermandosi su alcuni episodi del dibattito dagli anni ’70 al nostro presente, inquadrandoli però in una parabola che ha origine dalle prime prefigurazione anti-urbane degli architetti illuministi.

CALENDARIO

05.03 - Introduzione al corso

12.03 - Come si pensa l'architettura

02.04 - Episodio 1

09.04 - Episodio 2

16.04 - Episodio 3

23.04 - Finale

28.05 - Seminario conclusivo e presentazione dei lavori​

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